Cos'è L'urbanistica 1936 Triennale Milano

Cos’è l’urbanistica?

Cos’è l’urbanistica | Così scriveva Giuseppe Pagano, architetto e fotografo, nel 1936, sui quaderni della triennale pubblicati da Ulrico Hoepli Editore, un testo ritrovato grazie alla continua ricerca di testi storici che ci aiutano a riscoprire il passato per comprendere meglio la complessità del presente, e vista l’attuale percezione negativa attorno alla parola Urbanistica, non trovo modo migliore che riportare alla luce le parole dell’arch. Giuseppe Pagano nella sua riflessione su questa materia.

L’urbanistica è oggi una parola di moda e come tutte le parole di moda si presta agli usi più svariati e contraddittori. per molte persone ‘urbanistica è la scienza di far vivere molte persone in piccolo spazio, quasi confondendola col deprecabile fenomeno dell’urbanesimo.

Per altre, l’urbanistica è un problema di pura scenografia architettonica consistente nel demolire vecchie case per sostituirle con immacolate facciate nuovissime; per altre, l’urbanistica è la scienza della viabilità e consiste nella ossessionante preoccupazione di sistemare grandi e piccole correnti di traffico; per altre, infine, l’urbanistica è un ricamo colossale, un gioco bizzarro di strade, di piazze e di giardini che si rincorrono, si sdoppiano, si allargano, si snodano, non per risolvere nel modo migliore l’abitazione dell’uomo, ma per obbedire al capriccio di pericolose e innaturali manie grafiche.

Questa confusione di idee nel valutare l’urbanistica sono aggravate dal fatto che nella determinazione della fisionomia delle città, l’ultima parola non è data dal tecnico o dall’artista ma dai podestà, dalle commissioni edilizie, da esperti improvvisati, da uomini della strada o da letterati superficiali spesso ignari delle vere necessità e della reale entità dei problemi da risolvere. 

In una nazione in cui l‘urbanistica ha uno sviluppo così intenso e nella quale tanti piani regolatori vengono allestiti, non è soltanto necessaria l’esistenza di tecnici dell’urbanistica, di artisti cioè che sentano tutta la responsabilità sociale del loro compito, ma è necessaria la diffusione di una coscienza urbanistica affinché quanto progettano, sognano o domandano i tecnici sia compreso, realizzato e perfezionato. per contribuire a questa pratica comprensione dei fini dell’urbanistica, come scienza e come arte, la sesta triennale ha organizzata una sezione particolare, all’inizio di quel ciclo di mostre che partendo – con l’urbanistica – dallo studio delle città, esaminava – con la mostra dei materiali la tecnica delle costruzioni e si risolveva – con la mostra dell’abitazione – nell’esame della casa moderna. il materiale raccolto allora per l’urbanistica viene ora ripresentato in questo quaderno che chiude il ciclo illustrativo della sesta triennale. 

Esso non è un trattato, ma dovrebbe servire a far comprendere anche al profano quali sono le direttive e quali le responsabilità di un piano regolatore. 

Nel nuovo clima italiano, questa aggiornata coscienza urbanistica è indispensabile affinchè non prevalgano i dilettanti, affinchè si possano attuare i bisogni della collettività superando gli egoismi del privato, affinché le citta’ corrispondano alla organizzazione sociale della nostra epoca, affinchè si affermi una legislazione urbanistica veramente aggiornata e soprattutto affinchè le parti più belle dei piani regolatori non diventino inattuabili utopie.

Questo era il compito della mostra e la stessa intenzione è perseguita da questo quaderno.
Giuseppe Pagano.

Grazie

Il Team di Sagor & Partner

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